Disturbo post traumatico da stress

27 Feb, 2012 by

Disturbo post traumatico da stress

Cos’è e i principali sintomi

Il disturbo post traumatico da stress si sviluppa quando la persona è stata esposta ad un evento traumatico nel quale la persona ha vissuto, ha assistito o si è confrontata con un evento o con eventi che hanno implicato morte, o minaccia di morte, o gravi lesioni, o minaccia dell’integrità fisica propria o di altri e la risposta della persona comprendeva paura intensa, sentimenti di impotenza, o di orrore. L’evento traumatico viene rivissuto persistentemente in uno o più dei seguenti modi:

  • Ricordi spiacevoli persistenti e intrusivi dell’evento, che comprendono immagini, pensieri, o percezioni
  • Sogni spiacevoli ricorrenti dell’evento
  • Agire o sentire come se l’evento traumatico si stesse ripresentando (ciò include sensazioni di rivivere l’esperienza, illusioni, allucinazioni, ed episodi dissociativi di flashback, compresi quelli che si manifestano al risveglio)
  • Disagio psicologico intenso all’esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico
  • Reattività fisiologica o esposizione a fattori scatenanti interni o esterni che simbolizzano o assomigliano a qualche aspetto dell’evento traumatico.

Nei soggetti che soffrono di questo disturbo viene messo in atto un evitamento persistente degli stimoli associati con il trauma mettendo in atto uno o più dei seguenti elementi:

  1. Sforzi per evitare pensieri, sensazioni o conversazioni associate con il trauma
  2. Sforzi per evitare attività, luoghi o persone che evocano ricordi del trauma
  3. Incapacità di ricordare qualche aspetto importante del trauma
  4. Riduzione marcata dell’interesse o della partecipazione ad attività significative
  5. Sentimenti di distacco o di estranietà verso gli altri
  6. Affettività ridotta (es. incapacità di provare sentimenti di amore)
  7. Sentimenti di diminuzione delle prospettive future  (per es. aspettarsi di non avere una carriera, un matrimonio o dei figli o una normale durata della vita)

Il disturbo post traumatico da stress porta a sintomi persistenti di aumentato arousal causando così:

  • Difficoltà ad addormentarsi o a mantenere il sonno
  • Irritabilità o scoppi di collera
  • Difficoltà a concentrarsi
  • Ipervigilanza
  • Esagerate risposte d’allarme

Trattamento de disturbo Disturbo post traumatico da stress

Il trattamento del Disturbo post-traumatico da stress è finalizzato a risolvere i problemi psicologici e comportamentali elencati sopra. A volte, è indicato l’uso di farmaci associati alla psicoterapia. Tuttavia, i farmaci (in genere si tratta di antidepressivi) da soli non appaiono mai risolutivi, e procurano sono un sollievo temporaneo dai sintomi.

L’intervento cognitivo-comportamentale porta invece a una progressiva riduzione dell’ansia e degli altri sintomi correlati all’evento traumatico, e nello specifico prevede l’applicazione delle seguenti tecniche:

  • l’esposizione in immagini, una tecnica basata sull’esposizione del soggetto al ricordo del trauma attraverso resoconti verbali e immaginativi;
  • l’esposizione in vivo, ossia il confronto graduale e controllato con quelle situazioni ansiogene precedentemente evitate dal soggetto;
  • la terapia cognitiva, che si concentra sulle credenze e assunzioni del soggetto circa se stesso, gli altri e il mondo, procedendo ad una ristrutturazione cognitiva dei pensieri distorti dopo aver effettuato un assessment specifico e accurato.

 

La ristrutturazione cognitiva è una delle tecniche principe della terapia cognitiva comportamentale. Obiettivo di questa tecnica è condurre alla modificazione di convinzioni disfunzionali più o meno consapevoli, relative al mondo esterno e a se stessi. Attraverso la ristrutturazione cognitiva vengono esaminate le cognizioni del soggetto in riferimento ad un evento insieme con le conseguenti reazioni emotive e comportamentali, esse serve ad aiutare il paziente a produrre delle modificazioni nel suo modo di pensare con la verifica delle reazioni collegate.  In sintesi la ristrutturazione cognitiva si articola nelle seguenti fasi:

  • identificare i pensieri e gli schemi del paziente distorti, imprecisi, disfunzionali;
  • sottoporli al vaglio di un ragionamento logico-razionale;
  • sostituirli con cognizioni e schemi più obiettivi, realistici, accurati e quindi funzionali
  • testarne la validità con l’aiuto di esperimenti comportamentali

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Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio gratuito potete contattare la Dott.ssa Elisabetta Lunghi tramite e-mail all’indirizzo elisabettalunghi@psicologacrema.it, oppure telefonando al numero 348 45 30 256

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