Terapia Disturbi Alimentari

27 Feb, 2012 by

Terapia Disturbi Alimentari

Cos’è l’anoressia

Una persona viene definita anoressica quando digiuna per lunghi periodi di tempo (rifiuta di mangiare), ha un peso del 15% (o anche più) al di sotto della norma, è terrorizzata dall’idea di perdere il controllo sull’assunzione di cibo e di acquistare peso. Per questi motivi può ricorrere in modo ossessivo all’esercizio fisico, al controllo della quantità di calorie e di cibo. Tale disturbo negli uomini si associa spesso a forte diminuzione dell’interesse sessuale, e nelle donne all’assenza delle mestruazioni. La caratteristica principale dell’ anoressia è il rifiuto del cibo e chi soffre di tale disturbo ha sempre una intensa fame ed appetito, tale rifiuto è generato dalla forte paura di ingrassare, dall’insoddisfazione per il proprio aspetto corporeo, dall’idea di far preoccupare qualcuno e dalla necessità di controllare l’alimentazione. Si distinguono due forme di anoressia: l’anoressia restrittiva, forma in cui il dimagrimento è causato dal digiuno e dall’intensa attività fisica e l’anoressia con bulimia, patologia in cui il soggetto mette in atto comportamenti che insieme al digiuno servono a diminuire il peso corporeo (abuso di lassativi e/o diuretici, vomito). L’anoressia raramente insorge prima della pubertà, infatti i dati disponibili evidenziano come il disturbo si manifesta soprattutto nella prima adolescenza (tra i 13 ed i 18 anni).

Cos’è La Bulimia

Si parla di bulimia quando sono presenti i seguenti aspetti:

  • abbuffate ricorrenti (assunzione di abnormi quantità di cibo in un breve lasso di tempo) che avvengono almeno una volta a settimana e sono caratterizzate da perdita di controllo che impedisce di smettere di mangiare una volta che si è iniziato, e da grossi sensi di colpa e di vergogna;
  • comportamenti compensatori (vomito auto-indotto, uso di lassativi o diuretici, eccessivo esercizio fisico, digiuni) per impedire l’assunzione di peso;
  • grande preoccupazione per il proprio peso e per l’aspetto fisico.

Cos’è Binge – eating

La persona che soffre di questo disturbo non è in grado di controllarsi e assume grandi quantità di cibo in un breve intervallo di tempo. Tali abbuffate sono seguite da sensi di colpa e vergogna, ma nessun comportamento compensatorio viene intrapreso. Spesso l’assunzione di cibo costituisce un modo per fronteggiare o bloccare sensazioni ed emozioni indesiderate. Il peso può aumentare fino ad arrivare oltre la norma. Infatti, il binge-eating è spesso presente tra gli obesi.

Possibili cause dei disturbi alimentari

terapia bulimia cremaLe cause sono spesso imputabili alla presenza di un evento della vita stressante, come lasciare casa per trasferirsi all’università, piuttosto che fattori psicologici quali per esempio: rapporti familiari problematici, bassa autostima, depressione, eccessiva preoccupazione per il peso. Ci sono inoltre delle caratteristiche che possono essere presenti soprattutto in pazienti con diagnosi di anoressia quali:

– Tendenza al perfezionismo nel paziente (presenza di standard elevati, timore degli errori, autovalutazioni severe, dubbio di capacità, aspettative altrui elevate, timori delle critiche, paura del fallimento, attenzione selettiva alla prestazione e presenza di autocritica);

– Presenza di criticismo genitoriale subito dal paziente (cioè la presenza di un atteggiamento di rimprovero ripetitivo e pervasivo, dove colui che rimprovera mostra la propria disapprovazione verso qualcuno; la presenza del criticismo porta allo sviluppo di un disorientamento personale, ad un atteggiamento autosvalutativo e allo sviluppo di scarsa fiducia in sé).

In questo quadro anche i fattori sociali possono avere un ruolo importante nel causare disturbi alimentari attraverso:

  • Influenze della moda attraverso i media
  • Enfatizzazione della magrezza come attributo della bellezza, del successo e della felicità
  • Derisione per il proprio aspetto fisico nell’infanzia e nell’adolescenza


Trattamento dei disturbi alimentari

Il trattamento dovrebbe essere effettuato da una equipe multidisciplinare, composta da medici (con competenze internistiche e psichiatriche), psicologi-psicoterapeuti e dietisti.

È stato dimostrato che la terapia cognitivo-comportamentale è molto indicata per i disturbi del comportamento alimentare. Essa prevede l’uso di diari che consentono di monitorare l’assunzione di cibo, i comportamenti compensatori, le emozioni e i pensieri connessi al cibo, all’aspetto fisico, al peso. I pazienti imparano ad alimentarsi in modo corretto e a discutere i pensieri disfunzionali che producono emozioni spiacevoli e che perpetuano comportamenti di assunzione incontrollata di cibo, digiuno, vomito, esagerazione nell’esercizio fisico, ecc.

La terapia si suddivide in tre fasi:

  • la prima è finalizzata a normalizzare il peso e abbandonare i comportamenti di controllo del peso;
  • la seconda fase a migliorare l’immagine corporea, la valutazione di sé e i rapporti interpersonali;
  • la terza a terminare la terapia e prevenire le ricadute

Alcuni dati

La diffusione dei disturbi alimentari   

Si pensa che disturbi alimentari in forma leggera siano estremamente comuni, specialmente tra le adolescenti e le giovani di età compresa tra i 14 e i 30 anni. La bulimia colpisce circa il 4.5% delle giovani donne, mentre l’anoressia è più rara (1%). Il 2-3% della popolazione soffre di binge eating. Per quanto riguarda l’obesita, si calcola che negli USA una percentuale tra il 40 e il 50% della popolazione ne è affetta e in Europa il fenomeno sta subendo una rapida crescita (si calcolano già diverse decine di punti percentuali). L’8% degli obesi, inoltre, soffre di binge-eating.

È stato rilevato che negli ultimi anni i disturbi alimentari si stanno diffondendo anche tra la popolazione maschile. Si calcola infatti che tra i casi di anoressia una percentuale tra il 10 e il 20% (5-10) riguardi soggetti di sesso maschile e tra quelli di bulimia nervosa, invece, la percentuale è compresa tra il 10 e il 15% (quasi nulla su libro fairburn). L’incidenza maschile del binge-eating è pari a quella femminile. È stato inoltre stabilito che l’orientamento sessuale costituisce un fattore di rischio.

Prenota subito il primo colloquio gratuito:

Per ricevere maggiori informazioni o prenotare un primo colloquio gratuito potete contattare la Dott.ssa Elisabetta Lunghi tramite mail all’indirizzo elisabettalunghi@psicologacrema.it, oppure telefonando al numero 348 45 30 256

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